Servizi- Dottoressa Parisi Annarita, Psicologa Psicoterapeuta Napoli

Dottoressa Parisi Annarita, Psicologa Psicoterapeuta Napoli

Annarita Parisi - MioDottore.it

Psicoterapia sistemico-relazionale

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Che cos'è la Psicoterapia?



La psicoterapia è quel percorso introspettivo in cui una persona, una coppia, una famiglia o un gruppo di persone incontra uno psicoterapeuta con l’obiettivo di superare un blocco interno che impedisce a ciascuno di svolgere una vita completa ed appagante.
Può trattarsi di un blocco emotivo che si ripercuote sul piano del comportamento, delle relazioni, del lavoro, ma in ogni caso si tratta di una condizione esistenziale che limita in modo significativo la capacità di utilizzare a pieno le proprie risorse, capacità, potenzialità e quindi soddisfare i bisogni di quella persona.

A differenza dello stereotipo sociale, però, la psicoterapia non è solo un intervento sul disagio. La psicoterapia è anche una grande opportunità di crescita, è un processo di comprensione di sé, di come si da significato alla realtà e a sé. Ognuno di noi tende infatti a confermare degli schemi mentali interiorizzati su se stessi e gli altri, che attivano dei comportamenti coerenti con questi criteri di valutazione, senza darsi l’opportunità di cogliere il significato autentico di quello che si prova veramente. Si tende dunque ad attivare dei modi di fare automatici come frutto di pensieri automatici che possono limitare il modo di rapportarsi a sé, alla vita, agli altri.

Comprendere questi schemi aiuta a mettere in discussione il proprio modo di vedere e agire che spesso può essere motivo di disagio e malessere. Un proficuo percorso di psicoterapia permette così di sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio modo di essere e di funzionare. Di conseguenza si diventa capaci di operare scelte coraggiose verso la propria autentica realizzazione, personale, affettiva, sociale, lavorativa. Si tratta cioè di un potenziamento di se stessi oltre che di un superamento di problemi.

Psicoterapia sistemico-relazionale

 

"Le paure che non affronti diventeranno i tuoi limiti"
R. Sharma

 

Nell’ambito dei vari approcci psicoterapeutici, la terapia sistemico – relazionale vede il disagio psichico come il risultato di uno squilibrio che si crea nei sistemi in cui l’individuo vive le proprie relazioni significative (tipicamente la coppia, il nucleo familiare, la famiglia allargata).

Tale squilibrio genera tensioni emotive che possono condurre al sintomo, visto in questa ottica come l’espressione di una disfunzione delle relazioni, metafora del conflitto psichico che si cela nell’individuo.

Pertanto l’individuo attraverso il sintomo si fa portavoce di una istanza che coinvolge in realtà i vari componenti della famiglia. Ecco perché si parla di “funzione del sintomo” all’interno del sistema relazionale in cui l’individuo è inserito.

Gli strumenti utilizzati sono l’analisi della posizione della famiglia rispetto al proprio ciclo vitale, ovvero l’individuazione dei cambiamenti nodali che i membri hanno affrontato o stanno affrontando lungo la storia familiare, l’analisi delle modalità comunicative fra i vari membri, l’acquisizione e la definizione dei vari ruoli e la delimitazione dei confini tra le generazioni, l’analisi del significato che il sintomo porta nel sistema famiglia.
L’intervento terapeutico è realizzabile soltanto se la persona, la famiglia o la coppia che si rivolge al terapeuta è motivata al trattamento e disponibile a collaborare.

Spesso ci si chiede ma come uno psicoterapeuta può aiutare un paziente ad affrontare il suo disagio? Attraverso una comunicazione efficace in cui:

l’ascolto attivo ed empatico del terapeuta permette al paziente di aprirsi, raccontare, ricordare, immaginare, dare dei significati emotivi alle proprie esperienze passate e presenti

il terapeuta guida il paziente in una lettura alternativa del proprio stato di disagio così da provocare un cambiamento e muovere il paziente da una condizione di staticità

il paziente trova, inseme al terapeuta, nuovi modi di pensarsi, pensare, relazionarsi e comunicare

il paziente acquisisce la capacità di decodificare le proprie emozioni e quelle altrui, riuscendo a dare una lettura emotiva a ciò che gli sta dentro e intorno.
 

 
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PERCORSO

 

Oltre ad ascoltare, pensare e parlare, se lo ritengo d’aiuto invito il cliente a scrivere o fare alcune cose, in seduta e fuori dagli incontri.

Penso che si cambi pensando, parlando, ascoltando, ma soprattutto facendo; infatti l’orientamento sistemico-relazionale invita il paziente a svolgere alcune precise attività tra una seduta e l’altra, affinché i cambiamenti siano presto visibili e incoraggino la persona ad andare avanti.

Il percorso può durare da poche sedute a 1-2 anni, dipende dalla situazione e dalla collaborazione del paziente. Le sedute possono essere distanziate (settimanali o quindicinali) e durano 1 ora.

Inizialmente si concorda un pacchetto di pochi incontri, alla fine del quale si fa un bilancio del lavoro svolto e si decide insieme se e come proseguire.

LE TAPPE DEL PERCORSO

Il primo colloquio serve per conoscersi: io cerco di capire se e come posso essere d’aiuto al paziente; il paziente raccoglie le sue prime impressioni su di me, valuta se gli ispiro fiducia, se si sente ascoltato e a proprio agio nel mio studio. Solitamente anticipo a grandi linee le tappe del nostro percorso, che può essere breve, di soli cinque incontri, o lungo, anche di venti sedute. Sarà breve se il paziente presenta solo il bisogno di una consulenza su un problema molto circoscritto, che da solo non riesce a risolvere. Sarà lungo se emerge la necessità di una psicoterapia in cui si esplorerà la vita del paziente e si prenderanno in esame le strategie di cambiamento.

Nel caso di terapie individuali i primi colloqui hanno frequenza settimanale, affinchè io possa dare subito al paziente una risposta ai suoi bisogni più urgenti e raccogliere tutti i dati necessari alla costruzione del suo profilo, per poter così dare inizio al percorso vero e proprio nel più breve tempo possibile.

Successivamente si concordano incontri a distanza di sette/quindici giorni, in modo tale che i pazienti possano avere il tempo di elaborare le criticità affrontate in seduta e mettere in pratica le strategie di cambiamento, assumere nuovi punti di vista e sperimentare nuovi modi di comunicare. A metà percorso ci si sofferma sui passi fatti e ci si confronta su come proseguire.

Nel caso di terapie di coppia o familiari, gli incontri hanno una cadenza quindicinale e successivamente mensile, perchè tra un incontro e l’altro la coppia o la famiglia devono avere il tempo di lasciar entrare nella vita quotidiana del sistema ciò che è emerso in seduta, e usarlo per trovare nuovi modi di stare insieme. Solitamente la terapia prevede circa dieci incontri.

Una terapia può terminare anche prima del previsto se il paziente è molto motivato, si mette in gioco e ha il coraggio di fare degli “esperimenti”… o se lo psicologo è molto bravo…

Al termine della terapia ci si può incontrare sporadicamente, anche ogni sei mesi o una volta all’anno, per fare una sorta di revisione e di follow up.